THE CLIMBER FROM THE NORTH

LA STORIA DEL MIO AMICO ANTHONY GULLSTEN

 
 

La scorsa primavera sono salito in Finlandia, dove ad Helsinki ha avuto modo di trascorrere un po’ di tempo con il mio amico Anthony Gullsten e scoprire assieme a lui cosa significhi essere un arrampicatore professionista in Scandinavia.


Figlio di una madre vietnamita e un padre finlandese, Andy è cresciuto con la passione per l’arrampicata sportiva, che lo ha portato a partecipare alla sua prima tappa di Coppa del Mondo a soli 18 anni. La sua inclinazione al boulder, è stata però consacrata solo qualche anno più tardi, quando nel 2012 ha vinto la nona edizione di Melloblocco, famosissimo festival di blocchi.

Il suo essere taciturno e molto focalizzato sui propri progetti si scontra con la sua propensione al continuare a vivere immerso nel caos della città, frequentare palestre, ed essere sempre circondato da gente più o meno interessata alla sua natura da climber. Un binomio che si ritrova nell’attaccamento alle sue radici e la costante voglia di viaggiare, staccandosi dai propri luoghi alla ricerca di nuovi orizzonti verticali. Quando poi ritorna a casa, ricco di nuove realtà e storie da raccontare, Andy cerca di tradurre in nuovi “problemi” le proprie esperienze, esprimendo la sua creatività attraverso il lavoro di tracciatore. Immaginando movimenti e disegnando linee sulla parete, come un pittore farebbe a son una tela bianca, per condividere con tutti, quel che forse, solo i suoi occhi hanno visto e le sue mani hanno appreso. 

Quando non può viaggiare, Andy alterna l’attività nelle palestre a quella outdoor, sfruttano le possibilità che la penisola offre nella sua parte più meridionale dove, a largo della costa, miriadi di piccole isole costellano il mare del nord. 
Tra i blocchi e le palestre della Finlandia, abbiamo documentato la vita, l’allenamento e la motivazione che sta dietro alla figura completamente low profile di Andy, che comunque rimane a detta di molti uno dei più forti e completi boulderisti al mondo.

“Perché in ogni nuova linea che si affronta, c’è sempre qualcosa da imparare”.