THE CLIMBER FROM THE NORTH

Raccontare chi è Anthony Gullsten è un pò come spiegare a uno sconosciuto la trama di “Inception”: è complicato. 
Fa niente, ci provo.
Se c’è una cosa che ho imparato dal mio amico Andy è che in Finlandia bisogna imparare ad accettare momenti di silenzio in una conversazione tra due persone, con un finlandese s’intende. Andy ed io quella settimana non abbiamo parlato molto anche se mi piace pensare che non abbiamo parlato a vanvera. È stato fantastico. 
Raccontare attraverso immagini il carattere di una persona, il suo stile di vita e le sue abitudini richiede, almeno personalmente, un grande sforzo di flessibilità e di ascolto. Io e Andy andiamo d’accordo ma siamo molto diversi. Lui è taciturno, concentrato e focalizzato sulle sue priorità; io invece mi vedo molto più chiacchierone e rumoroso, il più delle volte confuso e confusionario; insomma un bel contrasto. 
Il poter raccontare Andy e il suo essere un climber professionista in Finlandia è stato un lavoro che definirei “luminoso”. Ecco la luce. 
La luce è una cosa che in Finlandia, soprattutto d’estate, non si può fare a meno di non notare. I raggi del sole si evolvono in tramonti che non vogliono spegnersi, creando un’atmosfera che non avevo mai respirato prima. Allo stesso tempo questo preannuncia delle giornate di riprese molto lunghe, soprattutto perché la luce, quella bella, si manifesta davvero tardi, quando già cominciano i primi sbadigli e gli occhi si fanno più pesanti per la stanchezza.